La storia

Alce Nero: una storia di cambiamento, responsabilità e innovazione

La nostra storia inizia alla fine degli anni ’70. E’ una storia plurale di una grande idea forza: quella del biologico non come fine ma mezzo, come modalità di compartecipazione al cambiamento del mondo. Quella di una agricoltura e di un cibo come relazione.

La nostra è anche la storia di un incontro importante, quello tra Conapi (il Consorzio Nazionale Apicoltori, nato nel 1984 dalla precedente Cooperativa Apistica Valle dell’Idice che ebbe inizio nel 1978) e la Cooperativa Alce Nero.

Entrambe cooperative, poiché cresciute sulle idee e sulle persone, molto più che non sui mezzi finanziari.  Due i territori di provenienza, gli appennini dell’Emilia Romagna e delle Marche.

Le api come simbolo di una natura che si rigenera, l’agricoltura biologica come risposta allo snaturamento delle campagne e dei cibi che allora ne uscivano. Una la visione: quella di una responsabilità forte verso la Terra, la terra come organismo vivo e fertile e non un banale substrato da manipolare; e quella che parlava del biologico come pratica agronomica ed ambientale dal quale ricavare cibo e nutrimento per le persone.  Un nutrimento buono, giusto, che faccia bene.

 

 

La storia di Alce Nero è tutte le storie dei molti “giganti” che non si stancano mai di liberare terre dalla chimica feroce di pesticidi ed erbicidi, sentire e ricominciare sempre.

Alce Nero diventava allora una voce distintiva sul mercato, contro corrente. Il nostro logo stesso ne racconta: Alce Nero, stregone e capo indiano della tribù Sioux Olgada, cavalca in direzione opposta, portando il suo messaggio oltre tutti i confini, e ancora oltre, dicendo di nuove visioni sempre possibili.

E’ per questo che da allora ci battiamo per liberare le terre dai veleni, preservando la biodiversità e assumendoci una responsabilità ambientale che è in divenire. Ovvero non è limitata. Gli agricoltori nostri soci sono i protagonisti stessi di questo cambiamento e i primi interpreti del nostro cibo. Abbiamo deciso di essere filiera: scegliendo i campi, le persone e curando il nostro progetto dalla terra alla trasformazione, agli ingredienti tutti, per giungere ad un biologico autentico. Per offrire un cibo vero, per la salute che è vita.

Abbiamo scelto di innovare sempre. Nei nostri prodotti non ci sono additivi, perché non sono cibo. Cerchiamo di partecipare ed essere il cambiamento che vorremmo vedere e in cui vogliamo vivere.

Un’impresa aperta, un’avventura, la nostra, che oggi opera su oltre 6.000 ettari convertiti al biologico nel nostro paese e ad oggi ancora in crescita. Che raccoglie oltre 1.000 agricoltori e apicoltori italiani, riuniti in 12 grandi soci che presto diventeranno 16. Si aggiungono a loro anche i 14.000 piccoli agricoltori latino americani, insieme ai nostri trasformatori che sono gli interpreti delle materie prime, insieme a cucinieri, narratori e operatori commerciali che oggi sono Alce Nero, se ne prendono cura quotidianamente, e spingono ogni giorno di più il suo cavallo oltre i confini.

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